In breve
La manutenzione orientata all’affidabilità (RCM) definisce per ogni funzione di un impianto la strategia di manutenzione adatta alle conseguenze dei guasti.
Indice
Che cos’è Manutenzione orientata all’affidabilità?
L’RCM (reliability centered maintenance), in italiano manutenzione orientata all’affidabilità, è nata originariamente nell’aviazione civile ed è stata poi trasferita agli impianti industriali. Invece di manutenere tutti i componenti a intervalli fissi, l’RCM si chiede quale funzione debba svolgere un impianto, come possa guastarsi e quali conseguenze abbia un guasto per sicurezza, ambiente, produzione e costi.
Il procedimento segue una serie fissa di domande: funzioni e standard di prestazione, guasti funzionali, modi di guasto, effetti e conseguenze dei guasti, possibili interventi preventivi e interventi alternativi quando non esiste una prevenzione adeguata. Ne deriva per ogni modo di guasto una strategia, ad esempio monitoraggio delle condizioni, sostituzione programmata, prova di funzionamento, modifica costruttiva o esercizio consapevole fino al guasto. I criteri per i processi RCM sono descritti ad esempio dallo standard SAE JA1011; dal punto di vista metodologico è strettamente affine alla FMEA.
Per la pianificazione dei ricambi l’RCM fornisce risultati preziosi: dove si sostituisce in modo programmato, il fabbisogno è prevedibile; dove si lascia funzionare fino al guasto, in caso di conseguenze critiche la parte deve essere a magazzino o rapidamente reperibile.
In pratica: manutenzione e acquisti
Le analisi RCM convengono soprattutto per impianti critici con gravi conseguenze in caso di guasto. I risultati andrebbero recepiti direttamente nei piani di manutenzione e nelle decisioni sulle scorte, affinché ogni strategia abbia a magazzino anche i ricambi adatti.
Sinonimi e abbreviazioni: RCM · reliability centered maintenance · reliability centred maintenance · analisi RCM
Domande frequenti
Qual è la differenza tra RCM e TPM?
L’RCM è un metodo di analisi che determina per ogni modo di guasto la strategia di manutenzione tecnicamente ed economicamente adatta. La TPM è un concetto gestionale globale che coinvolge gli operatori nella manutenzione e mira a ridurre le perdite in tutta la produzione. I due non si escludono: l’RCM può essere usata all’interno di un programma TPM per gli impianti critici.
Quali domande pone l’RCM?
L’RCM lavora con sette domande guida: quali funzioni ha l’impianto, in che modo può non svolgerle, che cosa causa ciascun guasto funzionale, che cosa accade in quel momento, quali conseguenze ha, che cosa si può fare in via preventiva e che cosa fare se non è possibile una prevenzione adeguata. Le risposte vengono documentate per ogni modo di guasto.
Per quali impianti conviene l’RCM?
L’RCM è impegnativa e richiede competenze di esercizio, manutenzione e ingegneria. Conviene soprattutto per impianti il cui guasto riguarda sicurezza, ambiente o gran parte della produzione, ad esempio macchine collo di bottiglia, impianti di servizio o impianti di processo. Per installazioni semplici, ridondanti o non critiche basta spesso una valutazione semplificata della criticità.
Che cosa significa run-to-failure nell’RCM?
Run-to-failure significa far funzionare consapevolmente un componente fino al guasto, perché la prevenzione costerebbe più delle conseguenze del guasto. Ha senso solo se il guasto non ha conseguenze per la sicurezza o l’ambiente. Affinché il fermo resti breve, ricambio e procedura di sostituzione dovrebbero comunque essere predisposti.