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Automazione e azionamenti

Sensore capacitivo

In breve

Un sensore capacitivo rileva senza contatto oggetti e livelli valutando la variazione di un campo elettrico tra i suoi elettrodi.

Indice
  1. Che cos’è Sensore capacitivo?
  2. In pratica: manutenzione e acquisti
  3. Domande frequenti
  4. Termini correlati
  5. Approfondimenti

Che cos’è Sensore capacitivo?

Con la sua superficie attiva un sensore capacitivo forma un condensatore aperto. Quando un oggetto entra nel campo disperso, la capacità cambia perché il materiale ha una costante dielettrica diversa da quella dell’aria. In questo modo rileva non solo metalli, ma anche plastica, vetro, legno, polveri, granulati e liquidi. Applicazioni frequenti sono il controllo di livello in serbatoi o silos e la verifica di presenza di parti non metalliche.

Le grandezze caratteristiche sono distanza di intervento, forma costruttiva, tipo di montaggio, tipo di uscita (PNP, NPN, contatto NC, contatto NA), tensione di alimentazione, grado di protezione e campo di temperatura. In molti apparecchi la sensibilità è regolabile tramite potenziometro o teach-in. La distanza di intervento effettiva dipende fortemente dal materiale; le sostanze con bassa costante dielettrica vengono rilevate solo a distanza minore. Per i liquidi esistono versioni con custodia resistente al fluido da avvitare direttamente nel serbatoio.

Le commutazioni errate sono spesso causate da depositi, umidità o condensa sulla superficie del sensore e da una sensibilità non aggiornata. Dopo una sostituzione la regolazione va di solito ripetuta. Gli apparecchi moderni compensano in parte da soli lievi depositi, ma non sostituiscono una pulizia regolare della superficie attiva.

In pratica: manutenzione e acquisti

Oltre a codice produttore, forma costruttiva, tipo di uscita e tensione occorre indicare quale fluido viene rilevato e se il sensore misura attraverso la parete di un serbatoio. Annoti la sensibilità impostata, così da poter tarare rapidamente l’apparecchio sostitutivo.

Sinonimi e abbreviazioni: sensore di prossimità capacitivo · capacitive sensor · sensore di livello capacitivo · finecorsa capacitivo

Domande frequenti

Quali materiali rileva un sensore capacitivo?

I sensori capacitivi rilevano quasi tutte le sostanze con una costante dielettrica diversa da quella dell’aria, quindi metalli, plastiche, vetro, legno, carta, materiali sfusi e liquidi. Più alta è la costante dielettrica, maggiore è la distanza di intervento ottenibile. I fluidi contenenti acqua vengono perciò di solito rilevati in modo più affidabile dei granulati plastici secchi.

Un sensore capacitivo può misurare attraverso la parete di un serbatoio?

Sì, se la parete è di materiale non conduttivo come plastica o vetro e non è troppo spessa. Il sensore rileva allora il fluido dietro la parete, ad esempio per il controllo di livello. La sensibilità va regolata in modo che la parete stessa non venga rilevata come oggetto.

Quali dati servono per un sensore capacitivo sostitutivo?

Servono codice produttore, forma e dimensione, distanza di intervento, tipo di montaggio, tipo di uscita, funzione NC o NA, tensione di alimentazione, tipo di connettore, grado di protezione e campo di temperatura. È utile anche indicare il fluido rilevato e se il sensore entra in contatto con il prodotto, ad esempio in applicazioni alimentari.

Approfondimenti