7 min di lettura
In molti stabilimenti funziona da vent’anni e più, affidabile e discreto: il SIMATIC S7-300. Comanda presse, impianti di riempimento, impianti di depurazione, linee di trasporto. La manutenzione conosce ogni modulo, i programmi sono cresciuti nel tempo, i ricambi sono sullo scaffale. O lo erano.
Poi arriva la notizia che l’S7-300 è fuori produzione. C’è chi reagisce con calma («tanto funziona»), chi con frenesia («dobbiamo rifare tutto subito»). Raramente l’una o l’altra è la risposta migliore.
Questo articolo chiarisce cosa significa la fine produzione del Siemens S7-300, quali componenti sono interessati e come arrivare in tre passi a una decisione solida per i Suoi impianti.
Che cosa è successo esattamente?
Siemens ha portato il SIMATIC S7-300 e la periferia decentrata ET 200M allo stato di ciclo di vita PM410 il 1° ottobre 2025. PM410 significa dismissione del prodotto (Product Discontinuation). In origine questa tappa era prevista per il 1° ottobre 2023, poi è stata rinviata.
Da allora i prodotti non vengono più forniti come prodotti nuovi per impianti nuovi, ma solo come ricambio. Per gli impianti esistenti significa: l’S7 300 continua a funzionare e, in base allo stato di dismissione, i ricambi sono in linea di principio ancora previsti. Per quanto tempo i singoli articoli resteranno disponibili va però verificato codice per codice, non in modo generico.
Fuori produzione non significa «non più disponibile»
L’errore di ragionamento più frequente: fuori produzione viene confuso con «subito non più reperibile». In realtà la dismissione descrive una fase del ciclo di vita. Il prodotto non è più previsto per impianti nuovi, ma la fornitura di ricambi per gli impianti esistenti prosegue per il momento. Ciò che cambia è la sicurezza di pianificazione. Più il ciclo di vita avanza, più diventa importante avere una strategia. Le basi le trova nell’articolo Gestione dell’obsolescenza per i ricambi fuori produzione.
Quali componenti sono interessati?
È interessato il sistema S7-300 nel suo complesso. Ne fanno parte:
- CPU della famiglia S7-300
- Moduli di ingresso e uscita, digitali e analogici
- Moduli di comunicazione
- Moduli tecnologici, ad esempio per conteggio o posizionamento
- Accessori del sistema
- Moduli di interfaccia ET 200M della periferia decentrata
Per la Sua valutazione quindi non conta solo la CPU. Un impianto con una CPU S7-300 e diverse stazioni ET 200M è interessato in molti punti.
I successori: S7-1500, S7-1200, ET 200MP ed ET 200SP
Siemens indica come successore dell’S7-300 l’S7-1500. Per applicazioni più piccole entra in gioco l’S7-1200. Nella periferia decentrata ET 200MP ed ET 200SP prendono il posto dell’ET 200M. I successori si programmano nel TIA Portal.
Per la manutenzione questo significa: passare all’S7-1500 non è una sostituzione modulo per modulo. Il programma esistente va trasferito nel TIA Portal e adattato al nuovo hardware. L’impegno dipende molto da dimensioni, struttura e documentazione del programma. A ciò si aggiungono configurazione hardware, cablaggio, comunicazione con altri sistemi e nuova messa in servizio.
Tre strategie per gli impianti esistenti
| Strategia | Quando ha senso | Cosa deve fare |
|---|---|---|
| Proseguire l’esercizio con scorta di ricambi | impianto stabile, vita residua limitata, guasto gestibile | individuare i moduli critici e metterli a scorta in modo mirato, mantenere aggiornato il backup del programma |
| Migrazione graduale | più impianti, finestre di fermo limitate, budget distribuito su più anni | definire la sequenza in base alla criticità, migrare durante i fermi programmati |
| Migrazione completa | l’impianto deve funzionare ancora a lungo, modifica o ampliamento già previsti | progetto con pianificazione, trasferimento del programma, messa in servizio e documentazione |
Nella pratica molte aziende combinano queste strade. L’impianto più importante viene migrato, gli impianti minori continuano a funzionare con una scorta di ricambi finché non è comunque prevista una modifica.
Passo 1: censimento
Senza una visione d’insieme non c’è decisione. Rilevi per ogni impianto con SIMATIC S7-300:
- Tutti i moduli con codice articolo completo e, se riconoscibile, versione o firmware.
- Quantità per tipo su tutti gli impianti. Le parti comuni sono una leva per la scorta.
- Ricambi disponibili a magazzino, con stato e ubicazione.
- Stato del programma: esiste un backup aggiornato e commentato che corrisponda a quello presente nell’impianto?
- Interfacce: con quali sistemi comunica il controllore, ad esempio pannelli operatore, sistema di supervisione, altri controllori?
Per ogni codice articolo verifichi poi lo stato attuale del ciclo di vita e la disponibilità dei ricambi nel Siemens Industry Online Support, nelle informazioni sul ciclo di vita del prodotto. Lì lo stato è indicato articolo per articolo. Non si affidi a dichiarazioni generiche, nemmeno a date riportate di seconda mano.
Passo 2: valutare il rischio
Non ogni S7-300 è critico allo stesso modo. Per ogni impianto si ponga tre domande:
- Quanto costa un fermo impianto? Si ferma una linea centrale o un impianto secondario?
- Per quanto tempo deve ancora funzionare l’impianto? Uno, cinque o quindici anni?
- Quanto è padroneggiato l’impianto? In azienda ci sono specialisti che conoscono il programma, e una documentazione aggiornata?
Un impianto con gravi conseguenze in caso di fermo, una lunga vita residua prevista e una documentazione scarsa va in cima alla lista per la migrazione. Un impianto secondario che sarà comunque sostituito tra pochi anni se la cava spesso con una scorta mirata.
Scenario tipico: due linee, due strade
Un’azienda ha due linee di riempimento con S7-300. La linea A è il cuore della produzione e deve funzionare ancora per molti anni. La linea B sarà sostituita a breve da una nuova macchina. Per la linea A l’azienda pianifica la migrazione a un S7-1500 nel prossimo grande fermo. Per la linea B vengono messi a scorta i moduli critici, tra cui CPU, alimentatore e i moduli di uscita più sollecitati. Entrambe le decisioni sono giuste, perché si adattano al rispettivo impianto.
Passo 3: assicurarsi i ricambi e pianificare la migrazione
Se prosegue l’esercizio
- Metta a scorta prima i moduli il cui guasto ferma subito l’impianto, di solito CPU, alimentazione, moduli di comunicazione e moduli I/O molto sollecitati.
- Faccia attenzione alla versione o al firmware. Una CPU di ricambio deve essere compatibile con il progetto.
- Controlli regolarmente completezza e stato dei ricambi a magazzino e tenga pronte memory card e batterie tampone, se le Sue CPU le utilizzano.
- Esegua il backup del programma dopo ogni modifica e conservi il backup separato dall’impianto.
Se migra
- Pianifichi presto, non dopo il prossimo guasto. Un progetto di migrazione sotto pressione è costoso e soggetto a errori.
- Sfrutti i fermi programmati per la modifica.
- Conservi i moduli S7-300 smontati e funzionanti. Possono servire da ricambio per gli impianti non ancora migrati.
- Aggiorni schemi elettrici, elenchi ricambi e archivio dei programmi dopo la migrazione.
Come mettere a scorta i ricambi in modo sistematico in base alla criticità lo legge anche nella checklist Quadro elettrico: 10 ricambi da tenere sempre a magazzino.
Errori tipici nella gestione della fine produzione
- Aspettare il guasto: così una decisione pianificabile diventa un’emergenza.
- Considerare solo la CPU: i moduli I/O, di comunicazione ed ET 200M sono interessati allo stesso modo.
- Nessun programma aggiornato: senza un backup corrispondente allo stato dell’impianto né la sostituzione di un modulo né una migrazione sono sicure.
- Prendere per buone date generiche: la disponibilità va verificata codice per codice.
- Montare ricambi non verificati: per i ricambi provenienti da altre fonti faccia attenzione a provenienza, stato e versione corretta.
Come riconoscere un ricambio affidabile
Più il ciclo di vita avanza, più spesso i moduli arrivano da fonti diverse. Tanto più importante è osservare il singolo pezzo. Al ricevimento merci controlli almeno questi punti:
- Codice articolo: corrisponde completamente all’ordine, carattere per carattere?
- Versione: è compatibile con il Suo progetto o serve un adattamento della configurazione hardware?
- Stato: custodia, connettori e contatti senza danni, corrosione o tracce di surriscaldamento.
- Imballaggio e marcatura: provenienza tracciabile, scritte e targhetta non alterate.
Se possibile, monti una volta il modulo di ricambio in prova durante un fermo programmato. Così sa in anticipo se funzionerà in caso di emergenza.
Cosa indicare nella richiesta
Per i moduli S7-300 è decisivo il codice articolo completo, cioè l’intero numero che inizia con 6ES7, comprese tutte le cifre. A questo si aggiungono versione o firmware, una foto della marcatura dell’apparecchio, la quantità necessaria e l’indicazione se una versione diversa è accettabile. La checklist per la richiesta di ricambi riassume i punti più importanti.
Quando i moduli scarseggiano
Per i moduli di controllo fuori produzione spesso serve più di un canale di approvvigionamento. KTB Europe è un’azienda familiare di Amburgo e dal 1976 procura in tutto il mondo ricambi industriali di tutte le marche. Lei ci invia i codici articolo dei Suoi componenti S7-300, una foto della targhetta o un elenco dal Suo censimento. Noi cerchiamo i pezzi e li controlliamo nel nostro magazzino centrale. Se un pezzo non è più reperibile, cerchiamo alternative.
Maggiori informazioni nelle nostre pagine dedicate ai componenti fuori produzione e alla gestione dei ricambi. Può inviare la Sua richiesta dalla pagina dei contatti.
Conclusione
Dal 1° ottobre 2025 il Siemens S7-300 è fuori produzione e viene fornito solo come ricambio. Per gli impianti esistenti non è un motivo di panico, ma un chiaro invito a pianificare. Censisca il Suo parco, verifichi la disponibilità codice per codice, valuti ogni impianto in base a rischio e vita residua. Poi decida consapevolmente tra proseguire l’esercizio con una scorta, migrare gradualmente a S7-1500 o S7-1200 e convertire tutto.
Domande frequenti
Il Siemens S7-300 è fuori produzione?
Sì. Il 1° ottobre 2025 Siemens ha portato il SIMATIC S7-300 e l’ET 200M allo stato di ciclo di vita PM410, cioè alla dismissione del prodotto. Da allora i prodotti non vengono più forniti come prodotti nuovi per impianti nuovi, ma solo come ricambio.
Cosa significa lo stato PM410?
Nel ciclo di vita Siemens PM410 indica la dismissione del prodotto. Il prodotto non è più previsto per impianti nuovi e viene fornito solo come ricambio. Per quanto tempo i singoli articoli resteranno disponibili lo verifica codice per codice nel Siemens Industry Online Support.
Qual è il successore dell’S7-300?
Siemens indica come successore l’S7-1500, per applicazioni più piccole l’S7-1200. Nella periferia decentrata ET 200MP ed ET 200SP sostituiscono l’ET 200M. I successori si programmano nel TIA Portal; il programma esistente va quindi trasferito e adattato.
Devo modificare subito il mio impianto S7-300?
Non necessariamente. Gli impianti esistenti continuano a funzionare e i moduli vengono forniti come ricambio. Ha senso un censimento con valutazione del rischio per ogni impianto. Poi decide se basta una scorta mirata di ricambi o se va pianificata una migrazione graduale o completa.
Quali dati servono per richiedere ricambi S7-300?
È decisivo il codice articolo completo del modulo, con tutte le cifre, insieme a versione o firmware e alla quantità necessaria. Una foto della marcatura dell’apparecchio aiuta a evitare errori di trascrizione. Indichi inoltre se per il Suo impianto è accettabile una versione diversa.
Informazioni sull’autore
Mica Duarte
Senior Procurement Specialist presso KTB Europe, con oltre 15 anni di esperienza nell’approvvigionamento MRO globale e nella gestione della catena di fornitura.
LinkedIn