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A volte un cuscinetto a sfere costa meno di un pranzo. Se però si guasta nel punto sbagliato, si ferma un’intera linea. Sono proprio questi i componenti a cui si riferisce la sigla MRO. Non compaiono in nessun calcolo dei costi di prodotto, non finiscono su nessun cartellone pubblicitario. Ma senza di loro nessuna fabbrica funziona.
In questo articolo chiariamo che cosa significa MRO, quali componenti ne fanno parte, in che cosa l’MRO si distingue dai materiali diretti e perché gli acquisti richiedono così spesso più lavoro di quanto lasci pensare il valore della merce.
MRO: il significato delle tre lettere
MRO sta per Maintenance, Repair and Operations, in italiano più o meno manutenzione, riparazione e operatività. Si intendono tutti i componenti, i materiali e gli strumenti che mantengono in funzione impianti, macchine ed edifici. Non diventano parte del prodotto venduto. Fanno sì che il prodotto possa essere realizzato.
In alcuni settori, ad esempio nell’aviazione, la “O” sta per Overhaul, cioè revisione. Nell’industria si è affermato “Operations”. In Italia sentirà usare anche termini come forniture industriali, materiale tecnico o materiale di manutenzione.
Le tre aree nella pratica quotidiana
- Maintenance (manutenzione): interventi programmati. Sostituire filtri, ritensionare cinghie, lubrificare cuscinetti, rinnovare guarnizioni.
- Repair (riparazione): interventi non programmati. Un motore si brucia, una valvola si blocca, un sensore fornisce valori assurdi.
- Operations (operatività): tutto ciò che l’esercizio quotidiano consuma. Lubrificanti, utensili, dispositivi di protezione, detergenti, fascette.
Termini affini in breve
- Manutenzione: secondo la norma tedesca DIN 31051 comprende manutenzione ordinaria, ispezione, ripristino e miglioramento. Il materiale MRO è ciò che serve a queste attività.
- Ricambio: un componente che sostituisce un componente difettoso o usurato con la stessa funzione.
- Parte soggetta a usura: un ricambio che si consuma durante il normale esercizio, ad esempio cinghie, spazzole o guarnizioni.
- Parte C: un articolo di basso valore e in genere ad alto consumo, ad esempio viti o fascette.
Quali componenti rientrano nell’MRO?
L’elenco è lungo, ed è proprio questa la sua natura. Una breve selezione mostra l’ampiezza della gamma:
- cuscinetti, guarnizioni, giunti e componenti di trasmissione
- pneumatica e oleodinamica: cilindri, valvole, tubi flessibili, pompe
- elettrica e automazione: sensori, contattori, inverter, moduli di controllo
- ricambi e parti soggette a usura per macchine specifiche
- parti normalizzate e parti C: viti, dadi, fusibili
- utensili, strumenti di misura, lubrificanti e dispositivi di protezione
Alcuni di questi componenti costano pochi centesimi. Altri, come un riduttore o un mandrino, hanno il prezzo di un’auto di fascia media. Hanno in comune una cosa: servono quando qualcosa smette di funzionare. E di solito servono subito.
Tre momenti MRO tipici della vita di stabilimento
Come si presenta l’MRO nella pratica lo mostrano tre scenari tipici, frequenti in molti stabilimenti:
- Il fermo programmato: la linea viene sottoposta a manutenzione per una settimana. La manutenzione ha un elenco di ottanta voci. Due arrivano in ritardo e il fermo si allunga di un giorno.
- Il guasto nel turno di notte: un sensore di prossimità su una pressa non dà più segnale. Il componente costa poco. Ma nessuno sa se il magazzino ne ha ancora uno e con quale codice è registrato.
- La macchina datata: un impianto degli anni Novanta funziona in modo affidabile. Finché non cede un motoriduttore il cui produttore è da tempo confluito in un gruppo.
In tutti e tre i casi il problema non è il componente. Il problema è il tempo che passa prima che il componente giusto sia nel posto giusto.
MRO o materiali diretti? La distinzione
Negli acquisti si distingue a grandi linee tra materiali diretti e materiali indiretti. La tabella seguente mostra le differenze principali.
| Caratteristica | Materiali diretti | Materiale MRO |
|---|---|---|
| Diventa parte del prodotto? | Sì | No |
| Fabbisogno | pianificabile, legato ai volumi | spesso non pianificato, variabile |
| Numero di articoli | contenuto | moltissimi, spesso pezzi singoli |
| Fornitori | pochi, gestiti da vicino | molti, spesso stratificati nel tempo |
| Rischio tipico | prezzo e qualità | disponibilità e fermo impianto |
La differenza decisiva sta nell’ultima riga. Sui materiali diretti i buyer trattano sui punti percentuali. Nell’MRO di solito si ragiona in ore.
Nell’MRO conta raramente il prezzo del componente. Conta il prezzo dell’ora in cui manca.
Perché gli acquisti MRO sono così onerosi
Chi ha lavorato almeno una volta in manutenzione conosce lo schema. Il valore di un ordine è piccolo, l’impegno che c’è dietro è grande. Le ragioni sono concrete.
Molti articoli, piccole quantità
Uno stabilimento può avere in uso migliaia di ricambi diversi. Molti vengono ordinati una volta l’anno, alcuni una sola volta nel ciclo di vita di una macchina. Per ciascuno di questi ordini servono una richiesta, un’offerta, un’approvazione, un ordine, un ricevimento merci e una verifica della fattura. Il processo è lo stesso di un grande ordine. Solo il risultato è più piccolo.
Molti produttori, molti fornitori
Una linea di produzione è composta da componenti di molti produttori. Ognuno ha propri canali di vendita, propri quantitativi minimi e propri tempi di consegna. Negli anni cresce così un elenco fornitori che nessuno cura più in modo mirato.
Dati poco chiari
Le targhette identificative sono sbiadite. La distinta base risale alla messa in servizio. Il produttore ha rinominato il componente o lo ha messo fuori produzione. Spesso il vero lavoro inizia con il capire che cosa serve davvero.
Pressione sui tempi
La manutenzione programmata si può preparare. Le riparazioni no. Quando un impianto è fermo, un acquisto di routine diventa un ordine urgente. Chi solo allora deve cercare i fornitori perde tempo.
Che cosa caratterizza un buon approvvigionamento MRO
Non esiste una via maestra, ma esistono principi che funzionano in molti stabilimenti.
- Conoscere i componenti critici. Non ogni componente merita un posto a magazzino. Ma quelli il cui guasto ferma un impianto dovrebbero essere noti e coperti.
- Curare i dati. Produttore, codice articolo, dati tecnici e punto di installazione vanno registrati in modo pulito nell’anagrafica articoli. Così si risparmia tempo a ogni richiesta.
- Consolidare i fornitori. Meno interlocutori significano meno ordini, meno fatture e meno coordinamento.
- Ammettere alternative. Un componente tecnicamente equivalente di un altro produttore può essere disponibile prima o costare meno. L’approvazione deve però avvenire in modo tecnicamente corretto.
- Considerare i costi di processo. Il prezzo unitario più basso non vale nulla se si aggiungono tre richieste di chiarimento, due fornitori e una settimana di attesa.
Chi fornisce i componenti MRO?
In linea di principio ci sono tre strade. Lei acquista direttamente dal produttore, tramite un distributore di forniture industriali o tramite un fornitore MRO specializzato che si approvvigiona presso più produttori.
L’acquisto diretto funziona bene con pochi grandi produttori. Il distributore di forniture industriali è forte sugli articoli a catalogo disponibili a magazzino. Un fornitore MRO con una rete di approvvigionamento internazionale aiuta dove le cose si complicano: con componenti di molti produttori, con stabilimenti in più paesi, con componenti difficili da reperire o fuori produzione.
KTB Europe opera come partner di questo tipo dal 1976. Dalla nostra sede di Amburgo e dalle nostre filiali acquistiamo ricambi, materiali C e componenti per clienti industriali in tutto il mondo, controlliamo la merce nel nostro magazzino centrale e proponiamo alternative quando il componente originale non è reperibile o lo è solo con difficoltà. Come funziona in concreto lo trova nella nostra pagina dedicata agli acquisti MRO.
L’MRO come fattore di costo: uno sguardo d’insieme
Molte aziende misurano l’MRO in base al volume di acquisto. È riduttivo. I costi effettivi si distribuiscono su più livelli:
- il prezzo dei componenti,
- i costi di processo per richiesta, ordine e fattura,
- il capitale immobilizzato nel magazzino ricambi,
- e i costi di fermo quando manca un componente.
Chi risparmia solo sul primo punto spesso sposta i costi sugli altri tre. Chi li considera tutti e quattro trova di solito più leve. Maggiori dettagli nella nostra pagina sull’ ottimizzazione dei costi.
MRO oltre i confini nazionali
Per le aziende con stabilimenti in più paesi l’MRO diventa ancora più complesso. La stessa macchina si trova in Germania, in Messico e in Cina. I ricambi sono gli stessi, i canali di approvvigionamento no. A livello locale un componente magari non è reperibile affatto, oppure solo a condizioni nettamente diverse. A ciò si aggiungono barriere linguistiche, norme tecniche diverse e regole di importazione.
Molti stabilimenti risolvono la questione facendosi spedire i ricambi dal paese della casa madre. Funziona, ma assorbe capacità della sede centrale destinate in realtà ad altri compiti. Un partner di approvvigionamento internazionale presente nelle regioni rilevanti può assumere questo ruolo e confrontare fonti locali e globali.
Conclusione
L’MRO è la parte invisibile della produzione. Piccoli componenti, molti fornitori, dati poco chiari e pressione sui tempi rendono gli acquisti impegnativi. Chi conosce i componenti critici, cura i dati e consolida i fornitori guadagna soprattutto una cosa: tranquillità nell’operatività.
Cerca un componente specifico o desidera semplificare i Suoi acquisti MRO? Ci invii il codice articolo o una descrizione tramite la nostra pagina dei contatti. La ricontatteremo con opzioni concrete.
Domande frequenti
Che cosa significa MRO?
MRO sta per Maintenance, Repair and Operations, cioè manutenzione, riparazione e operatività. Si intendono tutti i componenti e i materiali che mantengono in funzione impianti e macchine senza diventare parte del prodotto venduto. Ne fanno parte ricambi e parti soggette a usura, parti normalizzate, utensili, lubrificanti e dispositivi di protezione.
Qual è la differenza tra MRO e materiali diretti?
I materiali diretti entrano nel prodotto finito, ad esempio la lamiera d’acciaio in un alloggiamento. Il materiale MRO mantiene in funzione la produzione, ma non viene incorporato. I materiali diretti sono in genere ben pianificabili e legati ai volumi. Il fabbisogno MRO nasce invece spesso in modo non pianificato, in piccole quantità e distribuito su molti articoli e produttori diversi.
Quali sono esempi di componenti MRO?
Componenti MRO tipici sono cuscinetti a sfere, guarnizioni, cinghie trapezoidali, giunti, valvole pneumatiche, tubi idraulici, sensori, contattori e inverter. A questi si aggiungono parti normalizzate come viti e fusibili, utensili, strumenti di misura, lubrificanti e dispositivi di protezione. Ne fanno parte anche componenti più grandi come riduttori, motori o pompe, quando servono come ricambio.
Perché gli acquisti MRO sono così onerosi?
Perché molti articoli diversi vengono ordinati in piccole quantità presso molti produttori. Ogni ordine passa per lo stesso processo di un grande acquisto. A ciò si aggiungono dati sui componenti incompleti, articoli fuori produzione e pressione sui tempi in caso di guasti. Per questo i costi di processo sono spesso vicini al valore della merce o addirittura superiori.
Conviene esternalizzare gli acquisti MRO?
Dipende dalla struttura. Se il Suo stabilimento ha molti produttori, molti piccoli ordini o sedi in più paesi, un partner MRO specializzato può raggruppare le richieste, contattare fornitori in tutto il mondo e verificare alternative. Questo alleggerisce acquisti e manutenzione. Con pochi articoli ben pianificabili spesso basta il canale diretto verso il produttore.
Informazioni sull’autore
Mica Duarte
Senior Procurement Specialist presso KTB Europe, con oltre 15 anni di esperienza nell’approvvigionamento MRO globale e nella gestione della catena di fornitura.
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