In breve
La manutenzione produttiva totale (TPM) è un concetto nato in Giappone che rende operatori e manutenzione corresponsabili della disponibilità degli impianti.
Indice
Che cos’è Manutenzione produttiva totale?
La TPM è nata nell'industria giapponese ed è stata plasmata in modo determinante da Seiichi Nakajima. L'idea di fondo: la manutenzione non è compito esclusivo di un reparto specialistico, ma di tutti i dipendenti, dall'operatore di macchina alla direzione aziendale. L'obiettivo è una produzione senza fermi non programmati, senza difetti di qualità e senza infortuni.
Il concetto viene descritto per lo più in pilastri. Centrale è la manutenzione autonoma: gli operatori svolgono da sé compiti semplici come pulizia, lubrificazione, controllo visivo e serraggio e segnalano tempestivamente le anomalie. Altri pilastri sono la manutenzione pianificata, l'eliminazione mirata delle fonti di perdita, la manutenzione per la qualità, la formazione, la considerazione della manutenibilità già in fase di progettazione degli impianti, la TPM negli uffici nonché sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. Come fondamento si considera spesso il metodo 5S per ordine e pulizia sul posto di lavoro.
Per misurare il successo si utilizza l'efficienza complessiva dell'impianto (OEE), che riunisce in un unico indicatore le perdite di disponibilità, di prestazione e di qualità. La TPM modifica anche il fabbisogno di pezzi: gli operatori necessitano di materiale di consumo direttamente alla macchina e le segnalazioni precoci dei danni rendono il fabbisogno di ricambi più pianificabile.
In pratica: manutenzione e acquisti
Nell'introdurre la manutenzione autonoma conviene rendere disponibili direttamente presso l'impianto i materiali di consumo per le attività degli operatori, ad esempio lubrificanti, filtri o guarnizioni, con codici articolo univoci. Una procedura di rifornimento fissa evita che le nuove routine falliscano per mancanza di materiale.
Sinonimi e abbreviazioni: TPM · Total Productive Maintenance · Total Productive Management · manutenzione autonoma
Domande frequenti
Quali sono i pilastri della TPM?
È consueto un modello a otto pilastri: manutenzione autonoma, manutenzione pianificata, miglioramento focalizzato, manutenzione per la qualità, formazione e addestramento, gestione dell'avviamento di nuovi impianti, TPM negli uffici nonché sicurezza sul lavoro e tutela ambientale. A seconda della fonte, numero e denominazione variano leggermente. Come base si considera per lo più il metodo 5S.
Che cosa significa manutenzione autonoma?
Manutenzione autonoma significa che gli operatori di macchina svolgono da sé semplici compiti di manutenzione: pulizia, lubrificazione, controllo, serraggio di viti e segnalazione di anomalie. La manutenzione specialistica viene così alleggerita e può concentrarsi sui lavori più impegnativi. Presupposti sono formazione, standard chiari e materiale facilmente accessibile.
Come sono collegati TPM e OEE?
L'OEE è l'indicatore centrale della TPM. Mostra quanta parte della produzione teoricamente possibile viene effettivamente raggiunta come pezzi conformi e rende visibile se le perdite derivano da fermi, velocità ridotta o scarti. Così si riconosce in modo mirato dove dovrebbero intervenire le misure di miglioramento.